66° Cursillo Donne


Le Partecipanti al 66° Cursillo Donne che si è svolto a Taggia dal 9 al 12 Maggio 2018.


Un Benvenuto alle nuove sorelle del 66° Cursillo Donne che si è svolto a Taggia dal 9 al 12 Maggio 2018.
DE COLORES !!!


20 Maggio 2018 - DOMENICA DI PENTECOSTE (ANNO B)

Vangelo della Domenica

Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera.

Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera.
(Gv 15,26-27; 16,12-15)


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore


Riflessione sul Vangelo Domenicale

Ognuno li ascoltava nella propria lingua.



Gli apostoli, dopo l'ascensione di Gesù, dopo che Egli aveva raccomandato loro di restare uniti in attesa del Consolatore che avrebbe loro mandato, stavano cercando la sicurezza nel cenacolo, a porte chiuse. Stavano nascosti per timore dei Capi religiosi che potevano perseguitarli come discepoli di Colui che pensavano di aver eliminato per sempre.
Ma lo Spirito Santo venuto ad essi come vento gagliardo li costringe a spalancare le porte e ad uscire in strada.
La vita della Chiesa è quella di essere un segno dell'amore di Dio in mezzo del nostro mondo. Lo Spirito ha dato ai discepoli il coraggio di affrontare le sfide della vita. San Paolo, autore della seconda lettera a Timoteo, ha scritto: "Non è uno spirito di paura che Dio ci ha dato, ma lo spirito di forza, di amore e di saggezza." (2 Tm 1, 6-7)

La Chiesa della Pentecoste è una Chiesa che è inserita nel nostro mondo. Spesso, però, i politicanti, gli ideologi, i manipolatori dei mezzi di comunicazione, vorrebbero la religione al loro servizio, vorrebbero addomesticarla. Ai leader non piace che la Chiesa sia libera, guidata dallo Spirito. Preferirebbero una Chiesa da sacrestia, una Chiesa addomesticata, timida, rassegnata, pia, dedicata esclusivamente alla salvezza delle "anime".
I Capi religiosi e farisei osservanti del tempo di Gesù non sono mai stati in grado di strumentalizzare il Signore, ed è per questo che lo hanno condannato a morte. Il vero discepolo di Cristo si rifiuta di essere controllato, di essere manipolato. Martin Luther King, l'arcivescovo Desmond Tutu, Madre Teresa di Calcutta, monsignor Romero non hanno mai accettato di rappresentare una religione che separa la fede dalla vita di tutti i giorni. Alcuni di loro hanno pagato con la vita.

La Chiesa della Pentecoste si rifiuta di ritirarsi nelle sacrestie, cercando di sfuggire alla realtà della vita.

La Pentecoste ci ricorda che lo Spirito è presente in noi, e Paolo aggiunge: "I frutti dello Spirito sono amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé "... Cambiare le nostre paure in impegno coraggioso e sostituire il nostro cuore di pietra con un cuore di carne: questo è il risultato della Pentecoste.

La nostra fede è un processo evolutivo. Siamo invitati, con l'assistenza dello Spirito, a superare le nozioncine della nostra prima comunione e della cresima. I valori religiosi che ci hanno permesso di vivere da cristiani all'età 8 o 9 fino a 15,16 anni non sono più quelli che ci aiutano a vivere il Vangelo di Cristo a 30, 40 o 60 anni. Occorre una vita intera per diventare veri cristiani!

La Pentecoste è all'opposto della Torre di Babele, dove gli uomini parlavano lingue diverse e non si capivano.
A Pentecoste troviamo persone provenienti da molti paesi che parlano lingue diverse, ma che capiscono quello che dicono gli Apostoli: "Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi ... Come è che ognuno di noi li sente nella sua lingua madre? "

Attraverso i secoli, la Chiesa ha fatto molte cose buone, ma anche commesso degli errori. Uno fu di imporre il latino a tutte le culture. Ma il Concilio Vaticano II ha riconosciuto questo errore ed ha accolto le lingue nazionali nello Spirito della Pentecoste, e cioè: non che tutti parlino una medesima lingua, ma che tutti capiscano il messaggio di Gesù Cristo nella propria lingua. E' compito della Chiesa comprendere tutti, assimilare qualsiasi lingua, accogliendo tutte le culture. Non si tratta di convincere la gente a capire il linguaggio della Chiesa, ma di parlare il linguaggio di chi ascolta. La Chiesa non deve mai identificarsi con una cultura o una tradizione in particolare: ciò sarebbe contrario allo Spirito della Pentecoste. La globalizzazione non potrà mai distruggere le tradizioni locali, le lingue e i valori di ogni gruppo. La Pentecoste crea un effetto unificante, nel rispetto della diversità delle culture.

Dopo la venuta dello Spirito Santo, i cristiani hanno continuato a riunirsi il "primo giorno della settimana." La Chiesa nasce da questi incontri settimanali nel corso dei secoli. Ce ne vogliono di domeniche, per fare un cristiano! Siamo ormai lontani dal precetto imposto di "udir la Messa la Domenica e le Feste comandate" con il suo aspetto troppo legalistico: per il cristiano l'incontro domenicale col Signore e nella Comunità è una necessità vitale! Nel giorno del Signore noi formiamo un mosaico di persone molto diverse tra di noi: ricchi e poveri, giovani e vecchi, con idee politiche differenti, a volte avendo proprie idee divergenti su una serie di argomenti. Lo Spirito ci offre l'unità nella varietà e il rispetto della diversità.

La Pentecoste ci invita ad aprirci allo Spirito che dona il coraggio di vivere il nostro cristianesimo, diventando testimoni di Gesù Cristo e del suo messaggio di unità e di pace. Come si canta così bene nella sequenza della festa di oggi:

"Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce ...

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.



a cura di R.Verrando





Papa Francesco

IL CARDINAL BERGOGLIO AI CURSILLISTI ARGENTINI


E' necessario che il Movimento dei Cursillos di Cristianità, con la partecipazione di tutti, prosegua il suo cammino di conversione pastorale, come ci propone Aparecida.
In qualità di cursillisti che vivono tempi difficili dovete chiedere a Dio la grazia di avere molti amici cui comunicare la fede, di avere sempre un precursillo attivo, per non cadere nella demotivazione che paralizza ed angoscia
Il dono del Kerygma che avete ricevuto nel cursillo ci affida una missione come propone il treppiede (pietà, studio, azione).
Nel ringraziarti come cursillista per il tuo pellegrinare ti chiedo di rinnovare in Cristo Eucarestia il tuo ardore e fervore apostolico e quello dei tuoi fratelli della Riunione di gruppo.
Oggi più che mai abbiamo bisogno che la tua presenza negli ambienti sia luce e gioia per tanti fratelli che ignorano che Dio è un Padre che li ama con tenerezza.
Oggi più che mai abbiamo bisogno della tua presenza affinchè molte famiglie incontrino l'amore trascendente di Dio, una nuova e più grande dimensione dell'amore umano.
Oggi più che mai abbiamo bisogno della tua persona e della tua testimonianza nelle Ultreyas, per andare oltre, al di là, nell'annuncio e vivenza del carisma.
Vi chiedo per piacere di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Madonna, madre della divina Grazia, vi custodisca.

Affettuosamente
Card. Jorge Mario Bergoglio SJ, arzobispo de Buenos Aires


Eduardo Bonnin Aguilo

EDUARDO BONNIN

Il Movimento è nato a Palma di Maiorca (Spagna) nel 1949.

Eduardo Bonnin è considerato il fondatore del Movimento e ne è sempre stato il "leader", anche se voleva essere chiamato apprendista cristiano.

Nato a Palma di Maiorca il 4 maggio del 1917, è morto il 6 febbraio 2008.

Il crocefisso di Eduardo, che lui portava sempre con sè, ha per i corsisti un significato molto particolare.